Valter Casini | Fad

Ha resistito a lungo (e con fatica) mentre realizzava format di locali e ristoranti a non “impiacciarsi” delle cose di cucina.

Però poi la sera, in segreto, a casa, inventava piatti e cucinava, sperimentava, sbatteva, emulsionava, cuoceva…

E poi, in segreto, girava per cantine e vigneti e partecipava a degustazioni e corsi per Somellier.

E poi, in segreto, studiava le acque minerali e imparava a degustarle.

E poi, in segreto, esplorava l’Italia e tutti i piccoli produttori di specialità gastronomiche, di salumi, di formaggi, di pani e dolci.

E poi, un giorno, ha deciso di dire che se la sentiva di fare il FAD! Ovviamente gli hanno chiesto quale fosse il significato di questo acronimo che aveva coniato e lui rispose: Food Art Director.

E iniziò anche a fare il FAD, creando linee editoriali per i locali, i ristoranti e gli alberghi, creando piatti e formando le brigare a realizzarli, selezionando materie prime, creando menù.

Tutto questo percorso gli è costato 25 kg, ma li sta perdendo (un pò per volta).

Fra i suoi piatti di maggior successo la serie dedicata alla rivisitazione della cucina della sua città, Roma, con la “matriciana estiva”, la “carbonara di mare”, il ragout di spigola e pecorino di fossa, la verticale di polpette, cacio, pepe e pistacchio di bronte e tanti altri ancora.